L’hai conosciuta e ti è sembrato facile,
lei era classica ragazza manipolabile,
dille che l’ami, falle regali,
rendi unici i primi momenti speciali,
e ancora viaggi spaziali, confessioni irreali,
provare un senso di vicinanza che non ha pari.
Creare fiducia,
intimità che brucia,
i confini, le difese,
è semplice annientare chi non si aspetta brutte sorprese,
chi è impreparato, chi non se lo sarebbe immaginato,
così innocuo che quando le chiedono chi è stato, rimangono senza fiato,
ma come, quel ragazzo perfetto con un lavoro ben avviato?
troppo istruito per commettere un reato.
Ma quella sera lei rideva di gusto,
e non ti è sembrato giusto,
che un oggetto di tua appartenenza,
desse segni di irriverenza.
Ha parlato con quel suo amico, a te inviso,
come ha osato mostrargli un suo sorriso?
Meglio spegnerlo subito con un colpo deciso.
L’aria è immobile, ma un po’ se lo aspettava,
e anche se di te ancora si fidava,
da mesi le dicevi che non ti meritava,
che non era poi troppo brava,
che al lavoro tanto non brillava, perché ci andava?
e che quella gonna troppo rivelava,
che ti dava fastidio quando non chiamava,
e se non ti invitava,
nelle serate con le amiche sicuro flirtava,
guarda cosa mi hai fatto fare, Ava,
a me – che ero quello che ti amava.
Così lei si chiede che cosa ha sbagliato,
stupita da quel tradimento, un colpo di stato,
l’invasione non prevista di un alleato,
di un compagno fidato,
non sa che eri solo un infiltrato, che non hai mai amato,
che faceva tutto parte di un piano orchestrato.
Prima arrivano i regali, le attenzioni, la magia,
difficile notare che non si tratta di cortesia,
dove sei, dove vai, da sola? Mai sia,
non è protezione, bambine, è asfissia.
Ma ormai pensa di meritarselo e non va via,
giorno dopo giorno si dimentica chi sia,
Un’uccisione lenta, un delitto calcolato,
se non ti ammazzano, poco ci sarà mancato,
Ava oggi è un’altra vittima del patriarcato.
di Laura Vitali




